giovedì 30 ottobre 2008

Prana il Colore della Vita


Unità - calore - movimento dunque “vita” questo è il significato letterale della parola “Prana”.
Le più antiche e raffinate Tradizioni citano una forza sottile, superiore, trascendente il mondo fisico che comprende tutte le cose, anima l’Universo e influenza lo stato di salute e la vita di tutti gli esseri.
L’esistenza di questa forza sottile universale è stata unanimemente percepita e riconosciuta nella sua realtà oggettiva dai grandi maestri e dalle grandi correnti spirituali di tutto il pianeta, anche se menzionata con nomi diversi. Ovviamente Prana è il nome con cui la chiamano gli Indiani, il popolo Cinese la chiama Qi, i Giapponesi invece Ki, i Polinesiani e gli Hawaiani la chiamano Mana, Ippocrate la chiamava Vis Mediatrix Naturae, mentre nei testi Ermetici è menzionata con il nome di Telesma, Galeno la chiamava Pneuma, gli Alchimisti Spiritus (il Mercurio alchemico), l’ipnotizzatore Franz Mesmer la chiamò “Fluido magnetico” confondendola con il magnetismo fisico, Sant’Agostino la interpreta, in parte, con il concetto di Spirito Santo.
Gli esseri umani la percepiscono nelle sue manifestazioni più grossolane nella vita della loro Psiche (dal greco Farfalla - Anima - soffio vitale), che sono i sentimenti, le emozioni, le passioni, gli istinti, le pulsioni, gli ideali, i pensieri, le percezioni, gli attaccamenti, gli affetti, i bisogni, ecc...
Simbolicamente Prana è la “Donna” come datrice e reggitrice della vita, il suo colore è il Rosso, colore del movimento–azione, del mestruo e del sangue che è fondamentale per creare calore vitale (la combustione interna che genera ogni processo di movimento). Prana inoltre ha simbolicamente le Corna, poiché la vita è duplice e nello stesso tempo unifica le singole Anime, annulla lo spazio ed è al di là del Tempo e come nei sogni, che appartengono alla sua dimensione, il presente, il passato e il futuro si mescolano in un eterno mobile presente.

Il cristianesimo cogliendone soltanto un suo aspetto ne ha fatto anche il Diavolo rosso e cornuto che ci separa dal Principio Divino, irretendoci nella voluttà delle passioni …
Potrei dilungarmi intere pagine citando descrizioni di Prana, ma seppur bellissime rimangono vuote se non lo si sperimenta con i nostri sensi interiori. Lo Yoga, come pochissime altre discipline psico-fisiche, ci consente attraverso varie pratiche di percepirlo amplificando i nostri sensi interni e di aggiogarlo (Prânayâma) ossia farlo nostro liberando la mente dalle sue malie ed elevandola alla sua purezza detta Buddhi – Sapienza - Sophia, l’intelletto che illumina e comprende il Cosmo, permettendoci così di assimilare la sua vitalità (dunque beneficiare lo stato energetico del nostro corpo) e ci permette inoltre ad un elevatissimo livello, di dirigerne la sua forza creativa.


Emilio Russo

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