sabato 20 dicembre 2008

Testi storici e filosofici dello Yoga.


III puntata
YOGA SUTRA


Il Prânayâma
(a cura di Ruber Rivali)

Proseguiamo la nostra analisi delle tappe indicate dallo Yoga Sutra con il Prânayâma.
La parola Prânayâma è composta da due radici: prana + ayama. Prana significa vita come unità – calore – movimento, dunque la forza motrice dell’esistenza. La parola ayama significa controllo, lunghezza, espansione, per cui la pratica del Prânayâma implica il controllo e l’espansione della forza vitale.
Questa forza vitale si estende e permea ogni dimensione dell’esistenza, ma gli esseri umani la percepiscono principalmente nella vita della loro psiche che è costituita dai sentimenti, dalle emozioni, le passioni, gli istinti, le pulsioni, gli ideali, i pensieri, gli attaccamenti, gli affetti, i bisogni. Per cui, il Prânayâma è usato principalmente per calmare le turbe della nostra psiche che alterano la regolarità delle nostre funzioni corporee, offuscano e rendono caotici i nostri pensieri, impedendoci la concentrazione diretta e limpida su un unico pensiero, premessa indispensabile per raggiungere i più alti risultati nello Yoga .
Il Prânayâma si serve principalmente del respiro come mezzo per regolare i ritmi di ogni nostra funzione sia fisica che psichica in un'unica grande armonia che annulla ogni tensione emotiva e tiene lontana ogni malattia. Infatti, velocissimi sono i benefici che gli allievi ottengono attraverso le varie tecniche di controllo del respiro che il Prânayâma offre soprattutto sugli stati ansiosi, sui disturbi digestivi, sul potere immunitario, sull’affaticamento cardiaco e sulla pacificazione delle nostre tensioni emotive.
Ovviamente essendo lo Yoga una scienza che mira alla scoperta, realizzazione e salvezza della nostra anima, “ri-legandola” allo Spirito Assoluto, fonte primaria di ogni manifestazione, le pratiche di Prânayâma non si fermano semplicemente alla nostra salute ed integrità psico-fisica, ma forniscono il metodo attraverso il quale la forza vitale può essere espansa oltre i confini dello stato di esistenza normale di un essere umano, ottenendo così stati sempre più elevati di potenza vitale che aumentano la nostra Vîrya (capacità-forza che ha a disposizione l’uomo per innalzarsi alle sfere di coscienza superiori, Chakra o Vritti) a condurci verso le mete supreme dello Yoga.

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