mercoledì 11 febbraio 2009

I Chakra



Il concetto di Chakra è tra i più fraintesi, banalizzati e grottescamente abusati nel mondo delle discipline olistiche.
Innanzi tutto, bisogna dire che essi costituiscono una realtà simbolica che rimanda a stati di coscienza superiore e non una realtà fisica o energetica Infatti se apriamo un corpo non troviamo i Chakra ma organi, budella, sangue, umori ecc., né corrispondono, come molta letteratura pseudo-scientifica scrive, a plessi nervosi o ghiandole endocrine, né se guardiamo con il più potente microscopio troviamo questi vortici di energia elettrica – atomica – termica o di qualsiasi altro tipo.
In poche parole i Chakra non appartengono ad una realtà misurabile con i sensi umani o con qualsiasi altro mezzo fisico. Sono stati di coscienza superiore, ossia “Mondi” che si raggiungono attraverso l’evoluzione della nostra anima e sono visti e fruiti solo da essa. È importante comprendere che la filosofia cosmogonica indiana, il Samkhia, afferma (concetto presente anche in molte tradizioni filosofiche occidentali) l’esistenza di una relazione di risonanza tra il mondo invisibile e il mondo visibile, così come tra l’Uomo (microcosmo) e l’Universo visibile (macrocosmo) e che ogni movimento che viene prodotto nei mondi dell’Anima e dello Spirito fa vibrare, muove, attiva parti corrispondenti, così come gli stati emotivi della nostra psiche influenzano il funzionamento fisiologico del nostro corpo. Tutto è correlato e questa correlazione ha alla base la “legge della simpatia universale” sperimentabile allorché facendo vibrare la corda di uno strumento si mettono a vibrare le corde di tutti gli altri strumenti accordati sulla stessa nota. Dunque stando a questo principio di analogia un’azione nel mondo microcosmico produce un effetto nell’universo fisico e nei mondi invisibili e viceversa.
Seguendo questo principio comprendiamo che possiamo collocare i sei Chakra oltre che nell’universo anche nel corpo umano in corrispondenza di zone di risonanza e analogia con delle rispettive sfere di coscienza superiore.
Uno dei più autorevoli testi indiani lo “Shat Chakra Nirupana” individua nel corpo sei campi (Kshetra) di riverberazione più due protochakra (il punto o Bindu e il cerchio o corona). Altre tradizioni valide (molto poche) hanno sistemi con differenti
mappature topografiche e funzionali nel microcosmo dipendenti dal diverso punto di osservazione con cui hanno avuto esperienza dei mondi invisibili. La validità di un sistema che indaga le modalità di accesso a stati di coscienza allargati è data dalla possibilità di una lucida e razionale esperibilità dei diversi stati fino al riassorbimento cosciente ed identificazione con il principio unico origine di ogni realtà, scopo principale dello Yoga. Detto ciò vediamo schiudersi un mondo di simboli vivi collegati su ogni piano ed interagenti tramite il principio dell’analogia.
Nei prossimi numeri analizzeremo i Chakra secondo la tradizione indiana più autorevole che li individua nel macrocosmo con i cerchi che formano le orbite dei pianeti simbolo appunto delle sfere di coscienza superiore che diventano sempre più ampie (potenti e ricche) quanto più ci si allontana dalla Terra e li riconverte nello Kshudra Brahmanda (il piccolo uovo cosmico) che avvolge sul piano sottile* il nostro corpo fisico e lo influenza.

* che appunto non è misurabile e pesabile così come la sfera del sogno.

Emilio Russo

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