
YOGA SUTRA
Il Pratyara.
(a cura di Ruber Rivali)
Pratyara è la pratica yogica che si pone lo scopo di analizzare il piano mentale dell’uomo e realizzare il potere di inibire qualsiasi pensiero.
L’Asana, il Prânayâma, Yama e Niama, il Mantra sono tutte pratiche che riguardano il corpo fisico, Pratyara si rivolge al piano puramente mentale e implica un’acutissima e profonda capacità di introspezione ed attenzione cosciente tale da riuscire ad individuare i movimenti sottili che sottendono al nascere di ogni pensiero. Ci si accorge che come si è osservato accuratamente il corpo, lo si è riscontrato incredibilmente irrequieto e dolorante, osservando la mente ci accorgiamo che è ancora di più irrequieta e dolorante. I pensieri si affastellano, si intrecciano e si scontrano l’uno contro l’altro come un enorme groviglio di serpenti inferociti e ci accorgiamo che succhiano costantemente la nostra forza vitale e avvolgono il nostro corpo. Risalire alla percezione del loro originarsi è un’impresa ardua e degna di un eroe.
Infatti è sbalorditiva la persistenza con cui un pensiero oppure una serie di pensieri tornano alla mente e tanto più ti affatichi a sopprimerli quanto più potenti risorgono come le teste dell’Idra di Lerna.
Inoltre cimentandosi in questa pratica ci si accorge come il pensiero sia l’origine della nostra micro realtà e che l’Universo è composto di idee.
L’ottenimento del successo è preceduto da uno stato di leggerezza assoluto in cui ci si accorge di avere il potere di non far originare alcun pensiero o di far nascere solo quelli che desideriamo. Il passo successivo a questa difficile indagine e controllo sui nostri pensieri è la pratica del Dharana, ossia il tentativo di orientare la mente su un unico pensiero, che descriveremo nel prossimo numero.
Il Pratyara.
(a cura di Ruber Rivali)
Pratyara è la pratica yogica che si pone lo scopo di analizzare il piano mentale dell’uomo e realizzare il potere di inibire qualsiasi pensiero.
L’Asana, il Prânayâma, Yama e Niama, il Mantra sono tutte pratiche che riguardano il corpo fisico, Pratyara si rivolge al piano puramente mentale e implica un’acutissima e profonda capacità di introspezione ed attenzione cosciente tale da riuscire ad individuare i movimenti sottili che sottendono al nascere di ogni pensiero. Ci si accorge che come si è osservato accuratamente il corpo, lo si è riscontrato incredibilmente irrequieto e dolorante, osservando la mente ci accorgiamo che è ancora di più irrequieta e dolorante. I pensieri si affastellano, si intrecciano e si scontrano l’uno contro l’altro come un enorme groviglio di serpenti inferociti e ci accorgiamo che succhiano costantemente la nostra forza vitale e avvolgono il nostro corpo. Risalire alla percezione del loro originarsi è un’impresa ardua e degna di un eroe.
Infatti è sbalorditiva la persistenza con cui un pensiero oppure una serie di pensieri tornano alla mente e tanto più ti affatichi a sopprimerli quanto più potenti risorgono come le teste dell’Idra di Lerna.
Inoltre cimentandosi in questa pratica ci si accorge come il pensiero sia l’origine della nostra micro realtà e che l’Universo è composto di idee.
L’ottenimento del successo è preceduto da uno stato di leggerezza assoluto in cui ci si accorge di avere il potere di non far originare alcun pensiero o di far nascere solo quelli che desideriamo. Il passo successivo a questa difficile indagine e controllo sui nostri pensieri è la pratica del Dharana, ossia il tentativo di orientare la mente su un unico pensiero, che descriveremo nel prossimo numero.

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