giovedì 12 marzo 2009

I grandi Classici dello Yoga

YOGA SUTRA
GLI AFORISMI DELLO YOGA di PATANJALI
Versione e commento di WILLIAM QUAN JUDGE

LIBRO I
La Concentrazione o Yoga (1)

28. La ripetizione di questo nome dovrebbe essere fatta riflettendo sul suo significato.
OM è la prima lettera dell’alfabeto sanscrito. La sua pronunzia comprende tre suoni, di cui un O lunga (Au), una U breve e la "pausa" ovvero la consonante labiale M. A questa triplice natura si ricollega un profondo significato mistico e simbolico. Essa esprime tre qualità distinte per quanto unite: Brahma, Vishnu e Siva, ovvero Creazione, Preservazione e Distruzione. Considerata nell’insieme essa implica "l’Universo". Nella sua applicazione all’uomo au si riferisce alla scintilla dello Spirito Divino che si trova nell’umanità; u al corpo attraverso il quale lo Spirito si manifesta; m alla morte del corpo ossia alla scomposizione nei suoi elementi materiali. In rapporto ai cicli che interessano ogni sistema planetario, essa implica in primo luogo lo Spirito, rappresentato da au, come base dei mondi manifestati, poi il corpo o materia manifestata, attraverso cui opera lo Spirito, rappresentata dalla u; ed infine, rappresentato dalla m, "l’arresto o il ritorno del suono alla sua sorgente", il Pralaya o la Dissoluzione dei mondi. Nell’occultismo pratico questa parola è messa in rapporto con il Suono o con la Vibrazione e con tutte le proprietà e gli effetti che ne derivano, essendo questo uno dei più grandi poteri della natura. Se si usa questa parola nella disciplina pratica, la sua pronunzia, a mezzo dei polmoni e della gola, produce un effetto particolare sul corpo umano. Nell’Aforisma 28 questo nome è impiegato nel suo significato più alto il quale include necessariamente tutti gli altri. La pronunzia della parola Om in tutte le pratiche della disciplina, ha un rapporto potenziale con la separazione cosciente dell’anima dal corpo.

29. Da questa ripetizione e dalla riflessione sul suo significato, provengono una conoscenza dello Spirito e la scomparsa degli ostacoli che si oppongono alla realizzazione del fine cercato.

30. Gli ostacoli sul cammino di colui che desidera ottenere la concentrazione sono: la Malattia, la Stanchezza, il Dubbio, la Negligenza, la Pigrizia, l’Attaccamento agli oggetti dei sensi, la Percezione Errata, l’Incapacità di raggiungere una qualsiasi condizione di astrazione e l’Instabilità in ogni condizione ottenuta.

31. Questi ostacoli sono accompagnati da sofferenza, da angoscia, da tremore e da respirazione affannosa.

32. Per prevenire tutti questi è necessario rimanere con fermezza su di una sola verità.
Qui s’intende ogni verità che si è accettata e che si è riconosciuta come tale.

(1)La divisione Argomentativa di questa meditazione è una riflessione su di un soggetto argomentando sulla sua natura paragonata con qualcos’altro, come ad esempio il problema se la mente è il prodotto della materia o se precede la materia.

(segue nel prossimo numero)

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