
Come scritto nel precedente numero procederemo all’esposizione dei sei Chakra secondo lo “Shat Chakra Nirupana”; testo che noi riteniamo fra le più autorevoli “rivelazioni” su questa via di conoscenza scritto da Shankara. Ovviamente abbiamo scelto di sintetizzare alcuni dei più importanti elementi di Muladhara (I Chakra) non potendo esporre la ricchezza filosofica e la profondità simbolica della “ rivelazione” dei Chakra ,cercando di essere il più possibile chiari, confidando che il lettore intuisca la meravigliosa vastità dell’argomento.
L’accesso al I Chakra implica da parte del Sadhaka (praticante) l’acquisizione del pensiero razionale perfetto ossia della saggezza. Questa acquisizione ci conduce alla morte mistica dello stato di coscienza terreno e ci permette l’accesso al “mondo della Luna” il più basso dei “mondi” superiori. Ricordiamoci, come detto nel precedente numero, che la Luna e la sua orbita non sono il I Chakra ma i simboli nel Macrocosmo (Universo fisico) che evocano e risuonano con lo stato di superiore di coscienza del Muladhara. Possiamo riscontrare il legame della Luna con il pensiero notando come da sempre è collegata, nella tradizione e nella letteratura, all’instabilità mentale (essere lunatici) e nello stesso tempo alla saggezza; ricordiamoci che quando Orlando impazzì Astolfo andò a recuperare il suo senno nella parte occulta della Luna ossia quella rivolta verso il Sole (lo Spirito).
Dunque conquistare la Luna significa conquistare la saggezza sulla natura terrena, distaccandosene e comprendendone perfettamente i meccanismi. La Luna è dunque la Terra del pensiero ossia della parte più pura della materia grossolana e il suo rappresentante è l’oro, inteso come il prodotto più nobile e puro della terra, infatti uno dei colori che rappresenta il I Chakra è il giallo, ma anche l’ocra, il bruno, la terra rossa, la terra verde.
Lo Yantra (supporto – figura geometrica che serve alla meditazione) invece è un quadrato giallo che indica, appunto, un pensiero quadrato ossia perfettamente equilibrato.
I Petali sono quattro come le dimensioni cardinali fondamento imprescindibile di ogni movimento fisico, psichico e spirituale, e sono rossi poiché rappresentano il Fuoco (Tejas) dell’ispirazione ad elevarsi di cui deve essere pervaso il pensiero di ogni “Vira” ossia l’Eroe che possiede la Virya, la capacità di innalzarsi ai Chakra e conquistarli scontrandosi con tutte le forze della natura rappresentate in questa sfera dalla Divinità chiamata Dakini che trafiggendo con la lancia, tagliando con la spada, terrorizzando con il bastone sormontato dal teschio e suggendo il sangue con la coppa distrugge i legami terreni che ottundono il Sadhaka che dovrà essere capace di resistere ad ogni suo assalto. Se l’eroe avrà avuto la Virya sufficiente a domare la Dakini essa lo premierà permettendogli l’accesso alla via degli Dei (Deva Yana) ossia all’ascesa dei Chakra.
Infatti sulla parte nascosta della Luna si trova Brahma il Creatore di Kundalini - Shakti e da lui promana la rivelazione, ossia la saggezza che prende forma sensibile nei testi sacri come i Veda e tutte le altre rivelazioni. Egli ci appare come un fanciullo che allontana ogni paura, totalmente puro, dispensatore di immortalità (Amrita) e in possesso di Shuddha Buddhi, purissima intelligenza superiore, qualità che acquisisce l’eroe che conquista la Luna.
Comprendiamo dunque che la Dakini è la potenza con cui Brahma bambino, signore del primo Chakra, permette di risvegliare Kundalini, la potenza di ascesa, che dorme nell’aspirante eroe. Infatti l’aspetto terrorizzante e gli strumenti affilati della Dakini permettono di temperare l’aspirante puro e respingono coloro che non hanno la qualificazione (Adhikara).
Emilio Russo

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